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	<title>Nutrizionista &#187; Corretta alimentazione</title>
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	<description>Nutrizionista</description>
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		<title>Alla ricerca di una alimentazione sana e genuina: assumi Carboidrati!</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 08:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corretta alimentazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Sei alla ricerca di una alimentazione che ti faccia perdere peso ma che non danneggi il tuo corpo? Non impuntarti sui carboidrati! Spesso, quando si parla di diete dimagranti la prima cosa che viene in mente è: &#8220;Devo eliminare il pane e la pasta!&#8221;. Beh.. mi dispiace deluderti, ma non sono quelli i motivi della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2775" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/10/carboidrati.jpg" alt="carboidrati" width="280" height="280" />Sei alla <a title="cerco alimentazione" href="http://alimentari.cerkalo.it">ricerca di una alimentazione</a> che ti faccia perdere peso ma che non danneggi il tuo corpo? Non impuntarti sui carboidrati!</p>
<p>Spesso, quando si parla di diete dimagranti la prima cosa che viene in mente è: <strong>&#8220;Devo eliminare il pane e la pasta!&#8221;</strong>.</p>
<p>Beh.. mi dispiace deluderti, ma non sono quelli i motivi della presenza di grasso superfluo&#8230; almeno fin quando ci si mantiene nelle giuste quantità. Per quanto riguarda la pasta, quello che fa ingrassare è il condimento: ragù e panna hanno un alto valore calorico.</p>
<p>In genere, è buona abitudine assumere carboidrati durante la giornata in maniera precisa e continuativa (ogni tre ore). Attenzione però, non stiamo parlando di mangiarsi un piatto di pasta o un panino imbottito ogni tre ore, ma solo di assumerne piccole quantità.</p>
<p><span id="more-2774"></span><strong>I carboidrati sono la benzina principale del nostro organismo. </strong></p>
<p><strong></strong>Ecco quali sono le funzioni che svolgono:</p>
<p><strong>UNICA FONTE DI ENERGIA PER IL SISTEMA NERVOSO</strong></p>
<p><strong>Malattie e disturbi come la spossatezza, il mal di testa continuo, l&#8217;insonnia, la scarsa concentrazione sono causate molto spesso dall&#8217;assenza di carboidrati.</strong> Il sistema nervoso ha estremamente bisogno dell&#8217;apporto nutrizionale del glucosio e in sua assenza, ahimè i problemi non sono pochi.</p>
<p><strong>CONBUSTIBILE PER BRUCIARE GRASSO</strong></p>
<p>Qui torniamo al discorso accennato in precedenza. Assumere carboidrati ogni tre ore permette al nostro organismo di avere qualcosa da &#8220;consumare&#8221; per far funzionare il nostro corpo alla perfezione. <strong>In mancanza di carboidrati, l&#8217;organismo comicia a bruciare proteine favorendo la perdita di massa magra</strong> (Ne sanno qualcosa i body builder). In questo caso viene attivata la &#8220;modalità risparmio&#8221; da parte dell&#8217;organismo, che blocca tutti i cicli chimici superflui e favorisce quello necessario alla sopravvivenza. Il corpo si sente in pericolo e agisce di conseguenza. Per non arrivare a questo punto è importante assumere carboidrati regolarmente e in piccole quantità.</p>
<p>Insomma, <strong>se sei alla ricerca di una alimentazione dimagrante ma sana, non trascurare i carboidrati: ricorda che &#8221; Prevenire è meglio che curare&#8221;.</strong></p>
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		<title>Corretta alimentazione: le alghe queste sconosciute</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 14:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corretta alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[alghe]]></category>

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		<description><![CDATA[Le alghe sono state la prima espressione del regno vegetale sulla terra. All’inizio costituivano soltanto un aggregato di materia vivente, poi a poco a poco la loro funzione si é precisata e grazie all’azione del sole hanno iniziato ad assorbire l’anidride carbonica e ad espellere ossigeno, contribuendo così allo sviluppo della vita sulla Terra. Ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/06/alghe-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2526" title="alghe 2" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/06/alghe-2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Le alghe sono state la prima espressione del regno vegetale sulla terra.<br />
All’inizio costituivano soltanto un aggregato di materia vivente, poi a poco a poco la loro funzione si é precisata e grazie all’azione del sole hanno iniziato ad assorbire l’anidride carbonica e ad espellere ossigeno, contribuendo così allo sviluppo della vita sulla Terra.<br />
Ancora oggi mantengono questa funzione, costituendo un anello della catena alimentare che lega tutti gli esseri viventi: assorbono l’energia solare e filtrano l’acqua del mare attraverso le loro cellule.<br />
Si pensa che la materia organica si sia costituita circa 4 miliardi di anni fa, mentre le alghe unicellulari sono apparse all’incirca 2 miliardi di anni fa: prima le alghe blu, poi le verdi, poi le rosse ed infine le brune.<span id="more-2525"></span><br />
La struttura delle alghe é molto semplice, si tratta di organismi che hanno bisogno di acqua o umidità, aria, luce e sali minerali per prosperare. Vivono ovunque si trovino riuniti questi elementi e perciò nel mare, nei laghi, negli stagni, nei ruscelli, nelle acque termali, sulle rocce bagnare e nelle cascate.<br />
Costituiscono un insieme molto complesso e vario e se ne trovano specie molto diverse fra loro; possono presentare delle varianti ad esempio nel modo di riprodursi, nelle condizioni dell’habitat e nella composizione chimica.<br />
Il loro ruolo e contributo nella produzione di ossigeno è davvero importante visto che più del 70% dell’ossigeno atmosferico viene prodotto dal plancton vegetale.<br />
Anche le dimensioni delle alghe sono estremamente variabili: possono andare da qualche millesimo di millimetro a dimensioni di circa cento metri come la famosa alga gigante Macrocystis pyrfera che si trova nel Pacifico, presso le coste del Cile e della California. Se la si pianta quando misura un<br />
metro, arriva alla lunghezza di 13-15 metri nel giro di due mesi, e ciò grazie ad una grande capacità di riproduzione cellulare, unita ad una notevole ricchezza di fitormoni.<br />
Per quanto riguarda le alghe microscopiche, esse possono essere presenti in quantità talmente grande e raggiungere concentrazioni tali da colorare l’acqua completamente di nero. `<br />
Vi sono delle varietà microscopiche che restano sulla superficie dell’acqua, costituendo cosi il plancton, il quale presenta caratteristiche che dipendono dalla profondità dell’acqua, dalla temperatura e dalla luce.<br />
Spesso il plancton o fitoplancton contribuisce a dare alle acque il loro colore caratteristico, come nel caso per esempio del mar Rosso o del mar Nero o ancora del mar Baltico dove il colore delle acque è grigio-verde.<br />
Le alghe che formano il plancton sono unicellulari e hanno dimensioni molto piccole, da qualche millesimo di millimetro a qualche decimo di millimetro. Il loro ruolo, sia in mare che in acqua dolce, è quello di trasformare le sostanze minerali in materie organiche dando origine al primo anello della catena alimentare.<br />
Gli scambi nutritivi che avvengono all’interno delle alghe si effettuano da cellula a cellula; l’alga non trae nutrimento dal suolo, ma filtra l‘acqua del mare attraverso le sue cellule, ne trattiene i minerali e gli oligoelementi e si sviluppa grazie alla fotosintesi e all’azione di alcuni suoi componenti che vengono chiamati corpuscoli dorati.<br />
Possiamo distinguere due grandi categorie di alghe: quelle di mare e quelle che vivono in acqua dolce.<br />
Le caratteristiche delle alghe marine dipendono da vari fattori.<br />
La composizione chimica dell’acqua é importante; infatti alcune alghe prediligono la vita nelle acque vicino alle fogne, altre ancora, le alghe nitrofile, amano le acque inquinate vicino ai porti, mentre alcune richiedono una percentuale di sale alquanto elevata per potersi riprodurre.<br />
È importante anche la profondità, la luce, la natura del fondo marino, roccioso o sabbioso, la temperatura per il ciclo di sviluppo, e l’ossigenazione dell’acqua.<br />
Per quanto riguarda le alghe di acqua dolce, esse presentano una grande diversità a seconda della composizione chimica e fisica dell’acqua in cui vivono che può essere di torrente, lago, fiume, stagno o sorgente.</p>
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		<title>Corretta alimentazione: dove si può trovare il latte vegetale?</title>
		<link>http://www.ilnutrizionista.eu/2011/06/23/corretta-alimentazione-dove-si-puo-trovare-il-latte-vegetale.html</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 05:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corretta alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[latte di cereali]]></category>
		<category><![CDATA[latte di cocco]]></category>
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		<category><![CDATA[latte vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[tabelle nutrzionali]]></category>

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		<description><![CDATA[Il latte di cocco si trova facilmente nei negozi di prodotti asiatici, in scatole di cartone o in lattine. Raramente lo si può acquistare di origine biologica, ma lo si può fare in casa con la polpa tritata e il liquido della noce, anche se non si tratta di un’ operazione molto semplice. Per preparare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/06/latte-vegetale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2513" title="latte vegetale" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/06/latte-vegetale.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>Il <strong>latte di cocco</strong> si trova facilmente nei negozi di prodotti asiatici, in scatole di cartone o in lattine. Raramente lo si può acquistare di origine biologica, ma lo si può fare in casa con la polpa tritata e il liquido della noce, anche se non si tratta di un’ operazione molto semplice.<br />
Per preparare il latte di cereali basta avere in casa dei cereali, che si riducono in farina al momento della preparazione. Nei negozi specializzati si possono trovare cereali germogliati, precotti, disidratati e ridotti in polvere che permettono un uso istantaneo, molto pratico e facile per varie preparazioni, soprattutto destinate ai bambini. Esistono anche farine, creme di cereali e preparazioni zuccherate, che sono meno interessanti dal punto di vista nutritivo.<br />
Miscele di diversi cereali sono da usare con moderazione in quanto più difficili da digerire.<span id="more-2512"></span><br />
Le farine possono essere semplicemente in polvere, nel qual caso necessitano di una cottura di 15 minuti circa a fuoco lento, o farine precotte o ancora farine istantanee, che sono un insieme di cereali, miele o cacao con un valore nutritivo mediocre.<br />
Sono molto pratici i pacchetti da un litro di latte che esistono in commercio, facilmente reperibili quelli di latte di riso, di avena e anche l’insieme riso-avena-soia:<br />
Il<strong> latte di soia</strong> é confezionato normalmente in pacchi da un litro, ma anche in bottiglie di plastica. Lo si trova in tutti i negozi di prodotti naturali e dietetici e anche al supermercato. Certi tipi di latte hanno anche dei gusti particolari, come la vaniglia, mentre altri sono leggermente zuccherati e amati soprattutto dai bambini. Esistono anche prodotti derivati quali creme da dessert, già pronte a diversi gusti (vaniglia, caramello, cioccolato), o anche degli yogurt a svariati aromi, panna da cucina o besciamella già pronta.<br />
Il latte ottenuto dalla <strong>frutta secca</strong> si prepara facilmente e rapidamente in casa, comprando delle puree di frutta secca (purea di mandorle, nocciole e altre) che si trovano in boccali di vetro nei negozi dietetici e di prodotti naturali.<br />
È meglio che la provenienza di questi frutti sia biologica e che non ci sia dello zucchero aggiunto. Si può ottenere il latte stemperando delicatamente un cucchiaio o più di purea in un po` di acqua a seconda dei gusti. Una volta ottenuto l’impasto, si aggiunge tutta l’acqua di cui si ha bisogno. Ci sono anche delle polveri pronte all’uso, di mandorle e di nocciole, nelle quali si aggiunge un po’ di acqua e la bevanda è pronta.<a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/06/Copia-di-Immagine-034.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2514" title="Copia di Immagine 034" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/06/Copia-di-Immagine-034-207x300.jpg" alt="" width="207" height="300" /></a><br />
Ovviamente esiste il latte già pronto da bere in pacchetti se non si ha voglia di prepararlo o se manca il tempo.<br />
Per sapere che cosa consumare è sempre importante provare i vari prodotti e vedere qual’ è l’alimento adatto al proprio organismo. È inutile voler ad ogni costo consumare un cibo che non si sopporta soltanto perché e opinione comune che faccia bene; occorre adattare l’alimentazione ai bisogni del proprio fisico, bisogni che sono unici, e che variano di conseguenza da persona a persona.<br />
Ciò che più determina una prima selezione è il sapore, che varia in modo deciso a seconda del vegetale scelto, tanto che si può sicuramente affermare che c’e un tipo di latte per tutti i gusti.<br />
Si può scegliere ciò che più piace e quando la scelta diventa difficile perché li si trova tutti buoni, si può variare di volta in volta beneficiando cosi delle varie qualità nutritive a disposizione.<br />
<a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/06/Copia-di-Immagine-035.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2515" title="Copia di Immagine 035" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/06/Copia-di-Immagine-035-300x287.jpg" alt="" width="300" height="287" /></a>È fondamentale essere a conoscenza che non esiste solo il latte di mucca in commercio e soprattutto che questo latte non è il solo prodotto “‘valido&#8221; che può far parte della propria alimentazione.<br />
I tipi di <strong>latte vegetale</strong>, che si potrebbero definire alternativi, non vengono pubblicizzati in modo massiccio, il che fa si che non siano molto conosciuti, ma non per questo sono meno validi dal punto di vista nutritivo, come è stato ampiamente dimostrato.<br />
Il messaggio che in ogni caso preme far passare é che è possibile variare o cambiare essendo consapevoli che esistono altri alimenti, per non rimanere prigionieri delle solite vecchie abitudini che sono spesso all’origine di problemi digestivi.</p>
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		<title>Corretta alimentazione, alimenti da evitare: il latte, gli antibiotici e gli ormoni</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 05:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ahimè non sono solo i residui inquinanti, chimici e radioattivi ad entrare in grandi concentrazioni nel nostro piatto attraverso i prodotti animali. Infatti nei moderni allevamenti, gli animali, costretti a condizioni di vita assurde e crudeli, sviluppano trenta volte di più i grassi saturi (i più dannosi) rispetto agli animali che pascolano liberamente nei campi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/06/antibiotici.jpg"><img src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/06/antibiotici.jpg" alt="" title="antibiotici" width="279" height="185" class="alignleft size-full wp-image-2504" /></a>Ahimè non sono solo i residui inquinanti, chimici e radioattivi ad entrare in grandi concentrazioni nel nostro piatto attraverso  i prodotti animali. Infatti nei moderni allevamenti, gli animali, costretti a condizioni di vita assurde e crudeli, sviluppano trenta volte di più i grassi saturi (i più dannosi) rispetto  agli animali che pascolano liberamente nei campi.<span id="more-2503"></span><br />
Ma questo è ancora poca cosa rispetto alla nocività dei prodotti farmaceutici usati per evitare che sviluppino infezioni letali, date le condizioni innaturali nelle quali sono costretti a vivere. (senza contare quelli a volte usati illegalmente, come ad esempio gli ormoni metabolizzanti o quelli per aumentare la produzione di latte).<br />
Pertanto i prodotti animali contengono anche grandi quantità di ormoni (stimolanti della crescita), tranquillanti, stimolanti dell’appetito, larvicidi e soprattutto antibiotici. (il 55% degli antibiotici usati negli Stati Uniti è dato agli animali).<br />
Le conseguenze di una continuata ingestione di questo assurdo cocktail farmaceutico da parte dell’uomo cominciano a farsi sentire da non molto tempo, tenendo presente che le malattie degenerative (e deformanti) impiegano anni per venire alla luce con sintomi valutabili dalla medicina moderna, ad esempio, una di queste terribili conseguenze a lungo termine del consumo di prodotti animali è il drammatico anticipo della pubertà in un numero sempre maggiore di bambini (Journal of the Puerto Rico Medical Assoc…febbraio 1982).<br />
Naturalmente esiste il modo di evitare una buona parte di questi tremendi danni ed è quello di limitare il consumo di prodotti di origine animale, dalla carne al latte, al formaggio, alle uova.<br />
Un discorso a parte merita invece il pesce che vive “pascolando” liberamente in un ambiente (il mare) che sembra avere un potere rigenerativo più veloce di quello del terreno.<br />
Pertanto il pesce ha meno grassi saturi, è immune dai problemi di contaminazione farmaceutica e inoltre non è molto in alto alla catena alimentare (il mangime degli allevamenti spesso contiene molto pesce) </p>
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		<title>Feste Pasquali: attenzione alla pastiera!</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 15:34:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si avvicinano le feste Pasquali e, come ogni anno, c&#8217;è chi segue tutta una sua filosofia di alimentazione in questo periodo dell&#8217;anno. Se, da un lato, c&#8217;è chi segue rigidamente il proprio &#8220;standard dietetico&#8221; per non rovinare la propria linea e trovarsi in poche settimane a dover smaltire un bel po&#8217; di chili in più&#8230; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="size-full wp-image-2458 alignleft" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/04/pastiera-napoletana.jpg" alt="" width="250" height="175" />Si avvicinano le feste Pasquali e, come ogni anno, c&#8217;è chi segue tutta una sua filosofia di alimentazione in questo periodo dell&#8217;anno.</strong> Se, da un lato, c&#8217;è chi segue rigidamente il proprio &#8220;standard dietetico&#8221; per non rovinare la propria linea e trovarsi in poche settimane a dover smaltire un bel po&#8217; di chili in più&#8230; dall&#8217;altro c&#8217;è chi se ne frega altamente di tutti i consigli o i tabù di nutrizionisti e dietologhi, e si danno alla pazza gioia affogando i propri dispiaceri nelle squisite pietanze pasquali.</p>
<p style="text-align: justify;">Bene, soffermiamoci proprio quì; in una &#8220;zona calda&#8221; che sicuramente toccherà un bel po&#8217; di persone quest&#8217;anno.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2457"></span>In giornate di festa come queste, molti pensano che uno strappo alla regola non può fare di certo tanto male! Ebbene sarebbe meglio evitare di ingozzarsi con colombe, tortani e pizze pasquali. O con la mitica <a title="pastiera napoletana" href="http://www.ricettaperlapastieranapoletana.com/">pastiera napoletana</a>, che tanto male potrebbe fare alla vostra linea.</p>
<p style="text-align: justify;">Il consiglio è semplice: &#8220;<strong><em>Non esagerate!</em></strong>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">Si, perchè la &#8220;timida&#8221; pastiera, in particolare, potrebbe veramente farvi pentire di aver mangiato un paio di fette del tipico dolce partenopeo; uova, zucchero, latte e quel pizzico di frutta candita possono significare davvero tanto in una persona abituata a maggiore con criterio e leggerezza. Perciò&#8230; non datevi troppo da fare!</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; vero che un assaggino è per augurio e che non fa&#8217; di certo male, ma non fatevi impietosire da mamma e parenti: di questi tempi tutti hanno una grande abilità nel convincere gli altri a fare qualche peccatuccio di gola. E se il concetto non è di quelli chiari, basterebbe ricordarsi le tante scene del film &#8220;Benvenuti al Sud&#8221; in cui la madre premurosa di Mattia esige categoricamente che gli altri mangino le sue pietanze.</p>
<p style="text-align: justify;">Più chiaro di cosi?! <strong>Lo stereotipo è questo, meglio non fidarsi&#8230;</strong></p>
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		<title>Corretta alimentazione, alimenti da evitare: il latte e la catena alimentare</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 17:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ormai la notizia passa di bocca in bocca e trova spazio su giornali e riviste: latte e formaggio, considerati finora alimenti completi e necessari per l’uomo, sono fra i principali indiziati quali causa e concausa di un elevato numero di malattie, gravi o più o meno gravi, dell’uomo moderno. Nonostante le enormi somme spese in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/04/catena_pesci.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-2454" title="catena_pesci" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/04/catena_pesci-300x120.gif" alt="" width="300" height="120" /></a>Ormai la notizia passa di bocca in bocca e trova spazio su giornali e riviste: latte e formaggio, considerati finora alimenti completi e necessari per l’uomo, sono fra i principali indiziati quali causa e concausa di un elevato numero di malattie, gravi o più o meno gravi, dell’uomo moderno.<span id="more-2453"></span></p>
<p>Nonostante le enormi somme spese in pubblicità e promozione della potentissima industria lattierocasearia, in Europa come negli Stati Uniti, allo scopo di creare questa immagine di cibo sano e vitale, stanno leggermente emergendo dati inoppugnabili sulla nocività di questo “bianco” prodotto.</p>
<p>Il tutto si basa sull’equivoco che il latte è l’alimento ideale per il bambino (evitando di chiarire che si tratta di latte materno e solo per i lattante); e se poi fa bene al bambino, figuriamoci all’adulto!</p>
<p><strong>La catena alimentare</strong></p>
<p>Tutto cominciò con Cernobil, la catastrofr nucleare che ci fece aprire gli occhi sui cosiddetti progressi tecnologici e sui costi reali di certe comodità. L’”homo informaticus”, pur bombardato da una quantità incredibile di informazioni e notizie, si dovette render conto in maniera “scioccante” (cioè sulla propria pelle!) di alcuni fatti elementari, ma non ancora parte del nostro bagaglio culturale:</p>
<p>L’inquinamento non conosce frontiere né spaziali (quelle degli stati), né temporali (può anche essere irreversibile); per cui i danni li possono subire anche i non diretti “colpevoli”, sia nello spazio (Russia), sia nel tempo (i figli subiscono gli effetti dei danni prodotti dai padri);</p>
<p>Esiste un rapporto fra alimentazione e salute, cioè per stare bene occorre mangiare certi cibi e non altri (si ricordi, dopo l’incidente alla centrale nucleare di Cernobil, il divieto di mangiare certi prodotti, ad esempio, il latte, e l’incoraggiamento a mangiarne altri, ad esempio, miso ed alghe);</p>
<p>L’inquinamento si concentra sempre di più a mano a mano che si procede lungo la “catena alimentare”, partendo da terra, acqua ed aria, passando attraverso i prodotti vegetali, che raccolgono ciascuno una piccola parte dell’inquinamento, per arrivare ai prodotti animali che concentrano l’inquinamento del singolo vegetale moltiplicato per il numero dei vegetali mangiati. Pertanto, fra i prodotti animali, il formaggio concentrerà l’inquinamento assai più del latte, così come la carne più del formaggio, la carne dei predatori più della carne degli erbivori. E per questo motivo che si sono trovate tracce di DDT (il potentissimo insetticida messo al bando oltre venti anni fa) nel latte (sia di mucca che di donna); infatti molti dei pesticidi più accreditati (oggi ad esempio la dieldrina) non solo sono cancerogeni ma impiegano decenni per dissolversi e scomparire dalla circolazione lungo la catena alimentare. Si calcola di tutti i residui tossici presenti nell’alimentazione, il 90-95% derivi da carne, latticini, uova e pesce.</p>
<p>A conferma di quanto sopra è bene citare i risultati di una ricerca condotta in Alto Adige e in Tirolo, due regioni fra le più esposte alla “pioggia radioattiva”di Cernobil, sui livelli di radioattività sul corpo umano tre anni dopo il disastro.</p>
<p>Tali risultati hanno chiaramente indicato che il livello di radioattività è sceso più sensibilmente nelle persone che in questi tre anni hanno abbandonato i prodotti di origine animale a favore di cereali e verdure (La Stampa, 8/7/1989).</p>
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		<title>Corretta alimentazione: come preparare il latte di soia</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 22:42:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corretta alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[latte di soia]]></category>
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		<description><![CDATA[Per assumere una corretta alimentazione non può mancare la conoscenza della preparazione di uno degli alimenti cardini di questo nuovo modo di alimentarsi. Preparazione casalinga: lasciare a bagno per due giorni 300 grammi di fave di soia in due litri di acqua. Tritare con un robot da cucina, poi lasciar riposare (1 volume di fave [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per assumere una corretta alimentazione non può mancare la conoscenza della preparazione di uno degli alimenti cardini di questo nuovo modo di alimentarsi.<span id="more-2443"></span><br />
<strong>Preparazione casalinga:</strong><br />
lasciare a bagno per due giorni 300 grammi di fave di soia in due litri di acqua.<br />
Tritare con un robot da cucina, poi lasciar riposare (1 volume di fave a mollo per 4 volumi di acqua calda). Filtrare il composto dopo averlo lasciato decantare. Far bollire il liquido bianco ottenuto per 15 minuti. Va consumato durante la giornata.<br />
Questa preparazione ha l’inconveniente di essere molto lunga e il prodotto ottenuto non si conserva a lungo. Per di più il gusto del latte cosi ottenuto è piuttosto pronunciato e leggermente amaro, quindi non apprezzato dai bambini.<br />
<strong>Preparazione industriale</strong><br />
é molto più pratico usare del latte di soia preparato industrialmente con cereale di provenienza biologica. Il rigore si impone nella scelta del prodotto in quanto la soia che si trova comunemente in commercio ha spesso subito delle modificazioni a livello genetico: si tratta della cosiddetta soia transgenica. Serviamoci quindi esclusivamente, per quanto riguarda la soia, di prodotti biologici. I prodotti in commercio hanno anche il vantaggio di conservarsi a lungo, poiché hanno subito la pastorizzazione o la sterilizzazione e se ne possono cosi fare delle scorte. La preparazione industriale elimina inoltre le pellicole attorno ai semi, il che fa perdere il gusto amaro che il latte ha quando è preparato artigianalmente. Questa operazione assicura inoltre al consumatore un prodotto sano esente da elementi tossici.<br />
Nella fabbricazione industriale, le fave di soia sono messe a bagno diverse ore prima che venga tolta la pellicina che le avvolge. Tritate, vengono mescolate all’acqua e cotte sotto pressione per alcuni minuti. Il composto così ottenuto viene poi filtrato, pastorizzato, sterilizzato ed infine impacchettato. Il latte di soia, per la sua composizione, si avvicina di più al latte di mucca. Non vi sono quindi grandi problemi in cucina per coloro che volessero utilizzarlo nelle varie ricette come sostituto di quello di mucca.<a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/03/Copia-di-Immagine-032.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2444" title="Copia di Immagine 032" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/03/Copia-di-Immagine-032-300x119.jpg" alt="" width="300" height="119" /></a><br />
Tutte le <a title="ricette" href="http://www.ricetteok.it" target="_blank">ricette </a>che vedono l’impiego di latte animale possono essere realizzate con il latte di soia o con un suo derivato. Si possono cucinare piatti con la besciamella, preparare creme, gelati, dolci e yogurt.<br />
Nonostante le grandi qualità e l’interesse dal punto di vista nutrizionale che la soia offre, occorre adottare delle precauzioni nell’uso. Trattandosi di un alimento molto concentrato, anche se meno inquinato del latte di mucca in genere, può essere responsabile di alcuni disturbi. Alcune persone<br />
dichiarano di avere un’intolleranza al latte di soia e ai prodotti derivati. Tale tendenza si riscontra molto più in Occidente rispetto all’Oriente e alcuni avanzano l’ipotesi che manchi agli occidentali la consuetudine al consumo di questo prodotto, che non fa parte della nostra cultura. È una risposta possibile che in ogni caso incoraggia a sperimentare personalmente l’uso della soia facendo attenzione alle proprie reazioni fisiche, principalmente alla capacita digestiva una volta assunto il prodotto.<br />
La moderazione rimane sempre una regola da seguire, da suggerire soprattutto a coloro che si entusiasmano facilmente e che pur non avendo mai fatto uso di soia la adottano massivamente dopo averne letto i benefici.</p>
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		<title>Corretta alimentazione, alimenti da evitare: il latte, un mito</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 09:44:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Corretta alimentazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Nella lista degli alimenti da evitare non potrebbe mancare di sicuro il latte ed i suoi derivati. Considerato da sempre un alimento completo, ricco ed indispensabile, oggi finalmente, possiamo relegarlo in un angolo e processarlo…è uno degli alimenti da evitare!!! Il mito della mucca come dispensatrice del bianco alimento naturale, così nutriente, così perfetto ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/03/latte.gif"><img src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/03/latte.gif" alt="" title="latte" width="150" height="141" class="alignleft size-full wp-image-2438" /></a>Nella lista degli alimenti da evitare non potrebbe mancare di sicuro il latte ed i suoi derivati. Considerato da sempre un alimento completo, ricco ed indispensabile, oggi finalmente, possiamo relegarlo in un angolo e processarlo…è uno degli alimenti da evitare!!!<span id="more-2437"></span><br />
Il mito della mucca come dispensatrice del bianco alimento naturale, così nutriente, così perfetto ha di recente contagiato tutto il mondo moderno.<br />
Molti credono che l’uomo abbia consumato latte da sempre e che bere latte sia il segno di un ritorno al “naturale”, anche perché lo bevono i bambini e se lo bevono i bambini farà senz’altro bene!<br />
Dal latte, al burro e al formaggio il passo è breve; se fa bene il latte, figuriamoci il “concentrato del latte”: farà benissimo! Non solo, ma i formaggi hanno mille gusti e mille usi, in cucina senza di loro come si farebbe?<br />
L’industria lattierocasearia ha lavorato molto bene per creare tutti questi miti, sia attraverso la pubblicità diretta, sia attraverso quella indiretta nei confronti dei medici e bambini: l’autorevolezza delle istituzioni quali la scuola e la classe medica ha avuto il suo notevole peso nel convincere l’uomo moderno a credere ciecamente a questi falsi miti e a consumare latte e formaggio. (se lo dice la maestra o il medico…o la tv..sarà vero!!!)<br />
È proprio per sfatare questi miti…………da tutta una serie di prove di laboratorio, di esami clinici, di indagini epidemiologiche su popolazioni sempre più vaste che dimostrino appunto la dannosità, l’estrema nocività di questo cibo per vitelli (e non per l’uomo).<br />
In realtà, numerosi studi armai associano latte e formaggi all’insorgere di cisti, fibromi, tumori, cancro dell’apparato riproduttivo femminile (seno, utero, ovaia); a infezioni dell’apparato femminile (Candida, cistiti); all’insorgere di mal di testa e altri sintomi premestruali, come l’emicrania; alle malattie del sistema cardiocircolatorio (aterosclerosi, trombi, infarti…)a causa dell’enorme quantità di grassi saturi dei latticini; ai più svariati tipi di allergia, sia alimentare che della pelle e dell’apparato respiratorio (asma, raffreddore da fieno); ad un abbassamento delle difese immunitarie che ci rendono esposti facilmente ad ogni tipo di malattie e infezioni (allergie, AIDS); ai problemi del sistema digerente (diarrea, stitichezza per l’assenza di fibre dei latticini).<br />
Se poi al consumo di latte vaccino si aggiunge il fatto di non essere stati allattati al seno per almeno 6-12 mesi, il quadro si complica e si deteriora ulteriormente.<br />
Nei decenni scorsi si è attenuata la coscienza della sua insostituibilità per ragioni diverse: per mancanza di corretta informazione, per una moda che si è andata affermando, quando la necessità di inserire la donna nel processo produttivo ne aveva incoraggiato l’abbandono (in nome di pseudo esigenze estetiche del tipo: il seno si sciupa) e per la necessità di immettere su mercato enormi quantità di latte in polvere.<br />
Si ricordi, ancora, il fiorire della mucillagine algale nell’Adriatico, figlia anche delle nostre bistecche e dei nostri formaggi (prodotti dalla Pianura Padana, sulle rive del Po e dei suoi affluenti).<br />
Non solo, ma per arrivare alle produzioni record di latte che si raggiungono oggi, quali e quante sono le sofferenze che siamo costretti a infliggere a queste mansuete creature? Se solo qualcuno si azzardasse a trattare così il proprio cane o gatto verrebbe immediatamente arrestato per “crudeltà mentale”!!!<br />
E poi…il latte che arriva sulle nostre tavole è ancora parente alla lontana della mucca, o non è invece più vicino alla potente industria chimica, che ci regala così i suoi derivati?  Sarebbe un duro colpo scoprire che quell’alimento così perfetto, in realtà nasconde veleni, misfatti e conseguenze catastrofiche per la nostra salute e per quella dell’intero pianeta.<br />
Ad esempio, il problema della fame del mondo nasce anche dall’uso estensivo dei prodotti animali che in termini energetici costano enormemente più di quelli vegetali; assorbono quindi ricchezza invece di distribuirla e generano ingiustizie sociali.<br />
Se siete voi stessi consumatori di latticini, cosa c’è di più semplice che abbandonarne l’uso per alcune settimane e vedere come ci si sente: rimarrete meravigliati!!!<br />
Poi provate a bere di nuovo un po’ di latte o ad assaggiare del formaggio: la sorpresa sarà ancora maggiore!<br />
A quel punto convinti della nocività dei latticini, vi chiederete: ma allora se non prendo i latte e formaggio, cosa mangio?<br />
Niente paura; a questa domanda in questa sezione si concentrerà l’attenzione su alimenti sostitutivi non nocivi e non inquinanti. Abbandonando una parte delle proteine animali per sostituirle con quelle meno dannose di origine vegetale, quali cereali, fagioli, legumi e loro derivati (tofu, tempè, natto, seitan).<br />
La maggior parte della calorie della nostra alimentazione dovrebbe quindi derivare da cerelai integrali e verdure, che costituiscono da sempre nella storia dell’uomo la base dell’alimentazione.       </p>
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		<title>Corretta alimentazione: come si ottiene il latte di cereali?</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 20:40:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti i latte di cereali si ottengono allo stesso modo e cioè mettendo a cuocere a lungo, in acqua a fuoco basso, dopo averli tritati più o meno finemente, per poi filtrarli al termine della cottura. Per i bambini o i neonati é meglio usare un filtro più fitto oppure li si può consumare sotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/03/latte-di-cereali.jpg"><img src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/03/latte-di-cereali-150x150.jpg" alt="" title="latte di cereali" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-2431" /></a>Tutti i latte di cereali si ottengono allo stesso modo e cioè mettendo a cuocere a lungo, in acqua a fuoco basso, dopo averli tritati più o meno finemente, per poi filtrarli al termine della cottura. <span id="more-2430"></span><br />
Per i bambini o i neonati é meglio usare un filtro più fitto oppure li si può consumare sotto forma di poltiglia di densità variabile. Si può inoltre aumentare il loro potere nutritivo, attivando il processo di germinazione, cioè lasciandoli a bagno 48 ore prima della cottura in acqua di sorgente.<br />
<strong>AVENA</strong>: grazie a questo cereale, gli scozzesi hanno acquisito una solida reputazione di forza e di resistenza. Era molto usata un tempo nelle campagne, ma oggigiorno é bene consumarla durante la stagione fredda e se si devono svolgere attività fisiche importanti. L’aveva è infatti fortificante e nutriente e possiede un potere molto riscaldante e stimolante.<br />
La sua reputazione di cereale che dà forza si basa sul fatto che contiene parecchi minerali e vitamine del gruppo B. Il suo latte fu a lungo usato nelle campagne per i neonati che non potevano nutrirsi con il latte materno. Lo si trova oggi già pronto nei negozi specializzati in alimenti naturali, e lo si può usare in moltissime preparazioni culinarie.<br />
<strong>GRANO</strong>: é il cereale più consumato sotto forma di pane nei Paesi occidentali. Geffroy, naturalista, ardente sostenitore e difensore del grano e dei suoi derivati diretti, come il pane integrale e il latte di grano, afferma anche: &#8220;Quando si paragona l’analisi del grano con quella del corpo umano, ci si<br />
accorge che la composizione dei due é quasi identica. Si trova la stessa proporzione di materie azotate e di glucidi, la stessa proporzione di sali minerali, chimicamente la composizione del glutine é sensibilmente la stessa di quella del sangue umano. Soltanto il tenore dei lipidi é insufficiente nel grano, da cui la necessità, secondo lui, di accompagnare il pane con un grasso come facevano i contadini in passato&#8221;,<br />
<strong>ORZO</strong>: l’orzo era già coltivato nella Grecia antica, dove era apprezzato e consumato sotto forma di poltiglia e di semola. Oggi si trova l’orzo mondato e l’orzo perlato, quest’ultimo però meno nutriente poiché ha subito un’abrasione importante, e ancora sotto forma di fiocchi e di farina. La sua composizione é sensibilmente identica a quella del grano, ma si altera dopo i trattamenti; per questo é bene usare l’orzo mondato per la preparazione del latte.<br />
<strong>R1SO</strong>: esistono moltissime varietà di riso. Ricco di amido, il riso contiene solo l’8% di proteine, si digerisce molto facilmente e ha la proprietà non trascurabile di ripulire l’organismo. Il suo apporto in silice facilita la fissazione del calcio e del magnesio. Il latte di riso si trova facilmente pronto all’uso in commercio.<br />
<strong>SOIA</strong>: il latte é ottenuto a partire dalla soia messa a bagno, a cui viene tolta la pellicola, tritata e cotta sotto pressione. È  un alimento nutritivamente interessante grazie alla sua componente proteica identica a quella del latte di mucca. La concentrazione di aminoacidi indispensabili ne fa un alimento adatto al periodo della crescita; é infatti ricco di magnesio e potassio, contiene anche ferro e fosforo e apporta le vitamine A, B,, B2, B,, B, ed E, acidi grassi, grassi polinsaturi e la lecitina.<br />
Favorisce inoltre la sintesi della vitamina B., a livello intestinale, regola il tasso di colesterolo sanguigno, permette di contrastare la fatica e lo stress, favorisce il metabolismo dei grassi, lotta contro l’affaticamento del fegato, permette gli scambi cellulari, evita la formazione dei calcoli biliari.<br />
Il latte di soia si può ottenere in due modi dalla farina del cereale o dal chicco intero.</p>
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		<title>Corretta alimentazione: il latte di pinolo e di sesamo</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 22:56:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
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		<category><![CDATA[lecitina]]></category>
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		<description><![CDATA[PINOLO: il pinolo é un frutto secco molto interessante e meriterebbe più attenzione e impiego in cucina. È ovviamente energetico e nutriente, ma anche facilmente digeribile e ricco di minerali e vitamine del gruppo B e C; ha un’azione benefica sui bronchi, contro la tosse in particolare e nelle malattie del petto in generale. Attenzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/03/pinoli.jpg"><img src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/03/pinoli-150x150.jpg" alt="" title="pinoli" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-2421" /></a><strong>PINOLO</strong>: il pinolo é un frutto secco molto interessante e meriterebbe più attenzione e impiego in cucina. È ovviamente energetico e nutriente, ma anche facilmente digeribile e ricco di minerali e vitamine del gruppo B e C;<span id="more-2420"></span> ha un’azione benefica sui bronchi, contro la tosse in particolare e nelle malattie del petto in generale. Attenzione pero a consumarlo abbastanza rapidamente perché diventa facilmente rancido.</p>
<p><strong>SESAMO</strong>: i suoi semi sono energetici, nutrienti, digeribili e soprattutto mineralizzanti. Il sesamo é un ottimo alleato del sistema nervoso e della memoria grazie al fosforo che contiene; é una fonte importante di lecitina, nutrimento della cellula nervosa e di quella cerebrale e protegge il sistema cardio-vascolare impedendo i depositi di grasso e di colesterolo. La purea di sesamo (chiamata anche tahin) e quindi il suo latte sono alimenti fortemente raccomandati agli sportivi, ai bambini in piena crescita, agli intellettuali ed infine a tutti coloro che devono affrontare un lavoro fisico o intellettuale intenso.</p>
<p><strong>TIPI DI LATTE TRATTO DAI CEREALI</strong><br />
Tutte le grandi civiltà hanno giustamente accordato ai cereali un posto centrale e di rilievo fra i cibi che componevano la loro alimentazione; sotto varie forme — chicchi, farine o latte — essi hanno nutrito numerose generazioni.<br />
I vari tipi di latte che provengono dai cereali posseggono le qualità del cereale stesso e possono essere usati in vari modi e in diverse circostanze.<br />
Spesso sono usati nell&#8217;alimentazione dei bambini in sostituzione del latte materno oppure durante lo svezzamento, ma l’impiego in cucina riserva gradite sorprese nella preparazione di minestre, piatti gratinati e persino torte.<br />
Qualora insorgessero problemi di digestione, si può aggiungere un po’ di purea di mandorle che, mettendo in atto una reazione chimica, ne aumenta la digeribilità. Per di più questa associazione conferisce alla preparazione un sapore zuccherato molto gradevole, apportando nuovi elementi<br />
nutritivi propri della mandorla.</p>
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