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	<title>Nutrizionista &#187; olio di fegato di ippoglosso</title>
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		<title>Olio di fegato di ippoglosso: controindicazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 05:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un’assunzione eccessiva di vitamina D per lunghi periodi può essere nociva per la salute poiché la mineralizzazione dei tessuti non avviene più solo a livello dello scheletro ma anche a livello degli organi. Preparazione L’olio è disponibile in capsule da deglutire con un po’ d’acqua. In questo modo è possibile evitare il gusto sgradevole dell’olio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/04/contro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-694" title="contro" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/04/contro.jpg" alt="" width="74" height="84" /></a>Un’assunzione eccessiva di vitamina D per lunghi periodi può essere nociva per la salute poiché la mineralizzazione dei tessuti non avviene più solo a livello dello scheletro ma anche a livello degli organi.<span id="more-693"></span></p>
<p><strong>Preparazione</strong></p>
<p>L’olio è disponibile in capsule da deglutire con un po’ d’acqua. In questo modo è possibile evitare il gusto sgradevole dell’olio poiché le capsule liberano il loro contenuto solo nell’ambiente caldo ed umido del tubo digerente.</p>
<p><strong>Trattamento</strong></p>
<p>A prescindere dalla preparazione utilizzata, l’olio di fegato di pesce dovrebbe essere consumato insieme a ad un pasto comprendente alimenti grassi. Siccome le vitamine A,D e F sono liposolubili, in assenza di grassi non vengono assorbite dal sangue ma eliminate direttamente con le feci.</p>
<p><strong>Dosaggio</strong></p>
<p>È importante seguire scrupolosamente la posologia indicata dal produttore, che varia a secondo la concentrazione delle capsule. In genere, una capsula contiene 750 UI di vitamina D e 7500 UI di vitamina A. una</p>
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		<title>Olio di fegato di ippoglosso: indicazioni</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 11:37:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Complementi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[olio di fegato di ippoglosso]]></category>
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		<category><![CDATA[menopausa]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;olio di fegato di ippoglosso trova applicazione ed utilizzazioni per numerose patologie e disturbi così come illustrato nelle indicazioni:  Crescita la vitamina D è indispensabile affinché lo scheletro si sviluppi in modo armonico. In passato ai bambini veniva dato un cucchiaio di olio di fegato di merluzzo al giorno per favorire la formazione delle ossa. Molti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/04/bugiardino.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-666" title="bugiardino" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/04/bugiardino.jpg" alt="" width="90" height="103" /></a>L&#8217;olio di fegato di ippoglosso trova applicazione ed utilizzazioni per numerose patologie e disturbi così come illustrato nelle indicazioni: <span id="more-665"></span></p>
<ul>
<li><strong>Crescita</strong></li>
</ul>
<p>la vitamina D è indispensabile affinché lo scheletro si sviluppi in modo armonico. In passato ai bambini veniva dato un cucchiaio di olio di fegato di merluzzo al giorno per favorire la formazione delle ossa.</p>
<p>Molti ne hanno ancora il pessimo ricordo a causa del sapore sgradevole. Oggi questo problema è stato risolto con la commercializzazione di olio di fegato di ippoglosso sotto forma di capsule o perle.</p>
<ul>
<li><strong>Decalcificazione</strong></li>
</ul>
<p>Chi soffre di decalcificazione dovuta a un terreno acido, a una malattia, all’età o a un regime alimentare poco bilanciato, non solo deve assumere calcio a sufficienza ma anche vitamina D che permette al calcio di fissarsi. I rischi della decalcificazione sono maggiori durante la gravidanza, l’allattamento, la menopausa e la terza età.</p>
<ul>
<li><strong>Denti</strong></li>
</ul>
<p>Assieme allo scheletro, i denti sono le parti più ricche di calcio. Una carenza di vitamina D li rende fragili e poco resistenti. I denti tendono a cariarsi facilmente, si sfaldano o si crepano a causa di una mancanza di calcio. La lotta contro la carie si può vincere anche grazie a una buona assimilazione del calcio, minerale reso disponibile dalla vitamina D.</p>
<ul>
<li><strong>Fratture</strong>  </li>
</ul>
<p>La consolidazione delle fratture avviene molto più facilmente e rapidamente quando il livello di vitamina D è buono. Una carenza impedisce alle parti ossee di saldarsi poiché il calcio necessario per la ricostruzione non può essere utilizzato.</p>
<ul>
<li><strong>Menopausa</strong></li>
</ul>
<p>Numerosi disturbi tipici della menopausa (vampate di calor, sudorazione, crampi, irritabilità, nervosismo o astenia psichica) sono dovuti a una carenza di calcio, molto diffuso in questo periodo della vita. La carenza non è sempre dovuta a un apporto insufficiente, ma spesso è causata da una carenza di utilizzo per mancanza di vitamina D.</p>
<ul>
<li><strong>Osteoporosi</strong></li>
</ul>
<p>Nell’osteoporosi la perdita di una parte del calcio rende l’osso vuoto e poroso. La fragilità ossea che ne deriva provoca dolori articolar, ma anche un elevato rischio di fratture in seguito a traumi . la frattura più diffusa è quella del collo del femore. Un’altra conseguenza dell’osteoporosi è la compressione delle vertebre . per evitare le perdite di calcio e favorire la mineralizzazione dello scheletro, bisogna consumare alimenti ricchi di questo minerale ma anche vitamina D che ne favorisce l’assimilazione ed il fissaggio nei tessuti.</p>
<ul>
<li><strong>Rachitismo</strong></li>
</ul>
<p>È possibile evitare le deformazioni ossee del rachitismo se il bambino è sufficientemente esposto ai raggi del sole, consuma abbastanza calcio e vitamina D . cure a base di olio di fegato di ippoglosso sono indicate soprattutto in inverno, quando i raggi del sole sono meno intensi.</p>
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		<title>Olio di fegato di ippoglosso: composizione</title>
		<link>http://www.ilnutrizionista.eu/2010/03/23/olio-di-fegato-di-ippoglosso-composizione.html</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 06:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Complementi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[olio di fegato di ippoglosso]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
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		<description><![CDATA[L’olio di fegato di ippoglosso costituisce una fonte estremamente importante di svariate vitamine. Poco conosciuto dalla maggior parte delle persone, alcuni ignorano anche la sua esistenza, dell’olio di fegato di ippoglosso “il nutrizionista” non poteva non parlarne!!! Vitamina D  Conosciuta principalmente perché è indispensabile per fissare il calcio nelle ossa, la sua azione è tuttavia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/03/11727img1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-474" title="11727img1" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/03/11727img1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L’olio di fegato di ippoglosso costituisce una fonte estremamente importante di svariate vitamine. Poco conosciuto dalla maggior parte delle persone, alcuni ignorano anche la sua esistenza, dell’olio di fegato di ippoglosso “il nutrizionista” non poteva non parlarne!!!<span id="more-472"></span></p>
<p><strong>Vitamina D  </strong></p>
<p>Conosciuta principalmente perché è indispensabile per fissare il calcio nelle ossa, la sua azione è tuttavia molto più sfaccettata perché la vitamina D interviene in tutti gli stadi dell’utilizzo del calcio da parte dell’organismo</p>
<p>A livello intestinale attiva i fermenti che rendono il calcio solubile e quindi assimilabile. Nel sangue partecipa alla combinazione del calcio e del fosforo, un’associazione particolarmente favorevole per le cellule. Mantiene costante il livello del calcio nel flusso sanguigno affinché le cellule possano sempre disporne in caso di bisogno.</p>
<p>La vitamina D partecipa anche alla formazione della struttura ossea dove, grazie alla sua presenza, si fissa il calcio necessario per dare rigidità e solidità allo scheletro.</p>
<p>Una forte carenza di vitamina D provoca il rachitismo, una malattia dove le ossa mal calcificate e, di conseguenza,  diventano molli.</p>
<p>Le ossa non riescono a conservare la forma che dovrebbero avere, ma si piegano e si deformano sotto il peso del corpo o della pressione esercitata dai muscoli: le gambe si storcono a X o a parentesi, la cassa toracica si incava a livello dello sterno, le false costole, in genere poco visibili, risultano sporgenti, il viso appare troppo stretto o malformato, le mascelle asimmetriche ecc.</p>
<p>La vitamina D è quindi indispensabile per la crescita e lo sviluppo del corpo del bambino, ma anche delle persone anziane che in questo modo riescono a mantenere una buona calcificazione dello scheletro.</p>
<p>La vitamina D agisce anche sui denti, favorendo la calcificazione, la formazione dello smalto e dell’avorio. Di recente si è scoperto che svolge un ruolo importante sulla pelle, in modo particolare sulla differenziazione dei tessuti cutanei e sulla loro resistenza alle aggressioni esterne.</p>
<p><strong>Vitamina A</strong></p>
<p>L’olio di fegato di ippoglosso  è ricco di vitamina A. essendo di origine animale, questa sostanza è direttamente utilizzabile dall’organismo, contrariamente a quella di origine vegetale, la provitamina A, che deve essere trasformata per diventare attiva.</p>
<p> <a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/03/vitamina_a1.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-473" title="vitamina_a1" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/03/vitamina_a1-300x150.gif" alt="" width="300" height="150" /></a></p>
<p>Oltre ad essere benefica per gli occhi e per la pelle, la vitamina A è anche un cofattore della crescita e della formazione del tessuto osseo. Questa proprietà si associa a quella della vitamina D, rafforzando lo scheletro.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Vitamina F   </strong></p>
<p>Questa vitamina rende solubile il colesterolo e regola la permeabilità delle mucose, ma è anche indispensabile per il buon funzionamento del nostro sistema immunitario.</p>
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		<title>Olio di fegato di ippoglosso</title>
		<link>http://www.ilnutrizionista.eu/2010/03/16/olio-di-fegato-di-ippoglosso.html</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 07:02:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Complementi alimentari]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli oli di fegato di pesce sono gli unicI alimenti ch contengono grandi quantità di vitamina D, essenziale per la crescita e la formazione dello scheletro. I pesci da cui si ricavano questi oli sono l’ippoglosso  e il merluzzo. Si tratta di pesci di grandi dimensioni (lunghi fino a 2 m) che vivono nelle acque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/02/ippoglosso.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-392" title="ippoglosso" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/02/ippoglosso-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Gli oli di fegato di pesce sono gli unicI alimenti ch contengono grandi quantità di vitamina D, essenziale per la crescita e la formazione dello scheletro. I pesci da cui si ricavano questi oli sono l’ippoglosso  e il merluzzo. Si tratta di pesci di grandi dimensioni (lunghi fino a 2 m) che vivono nelle acque fredde dei mari oltre il circolo polare. Si trovano fino al limite della calotta glaciale del Polo Nord. Al momento della migrazione, scendono fino al mare di Norvegia, della Groenladia o di Terranova.<span id="more-391"></span></p>
<p>Conosciuti come pesci indispensabili per una corretta alimentazione, non forniscono solo carni bianche  e delicate, ma anche sostanze lipidiche contenute nel loro fegato e ricche di vitamina D, A e F.</p>
<p>Attualmente, è soprattutto l’olio di fegato di ippoglosso ad essere utilizzato per produrre i <a href="http://www.ilnutrizionista.eu/category/complementi-naturali">complementi alimentari</a>.</p>
<p>Perché i lipidi epatici di questi pesci si trovano sotto forma di olio e non di grasso, come accade negli altri animali?</p>
<p> Per rispondere a questa domanda, bisogna ricordare che gli acidi grassi che formano i lipidi sono di due tipi: saturi ed insaturi. Come indicato dal loro nome, i primi hanno saturato, cioè utilizzato tutte le capacità di combinarsi con altri atomi e molecole, cosa che non si verifica con gli acidi grassi insaturi.</p>
<p>Ciò che distingue un grasso da un olio non è, come generalmente si crede, l’origine animale o vegetale del prodotto, ma il suo tasso di acidi grassi saturi e insaturi.</p>
<p>Per tutte le sostanze contenenti lipidi (burro, strutto, olio di girasole, etc) sono composte da due tipi di acidi grassi; il tasso di ciascuno di essi varia a seconda dei casi .<a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/03/extravergine-foundation-health-human-olio-tumori.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-397" title="extravergine-foundation-health-human-olio-tumori" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/03/extravergine-foundation-health-human-olio-tumori-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Più una sostanza è ricca di grassi saturi, più diventa solida; al contrario, più è ricca grassi insaturi, più è liquida. In generale i lipidi di consistenza dura vengono chiamati grassi e quelli  liquidi oli.</p>
<p>Quindi, se si parla di olio di fegato di ippoglosso è perché i lipidi che compongono il fegato di questo pesce hanno un elevato contenuto di acidi grassi insaturi.</p>
<p>Questi oli non sono solo  ricchi di vitamina D e A, ma anche di acidi grassi insaturi, molto importanti perché favoriscono l’eliminazione dei depositi di colesterolo e delle placche di acidi grassi saturi attaccate alle pareti dei vasi sanguigni. Questi residui sono all’origine dell’arteriosclerosi e possono causare l’insorgere di malattie cardiovascolari (embolia, infarto, ictus cerebrale…)</p>
<p>Le fonti alimentari di vitamina D sono poche numerose e poco abbondanti. Il fabbisogno quotidiano è stimato pari a a poche centinaia di UI 8 unità internazionali) che, in caso di malattia, possono aumentare fino a qualche migliaio di UI (dose terapeutica).</p>
<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/03/burro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-398" title="burro" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/03/burro.jpg" alt="" width="111" height="105" /></a>La vitamina D è presente nel burro (40 UI per 100 g), nel fegato dei ruminanti (50 UI), nel formaggio (100 UI), nei funghi (150-350 UI), nelle uova (200 UI), nelle sardine sott’olio (300 UI) . l’olio di fegato di ippoglosso, invece, ne contiene 2-3 milioni di UI per 100 g!!!</p>
<p>Un rapido calcolo permette di rendersi conto che le fonti alimentari di vitamina D sono troppo scarse per soddisfare il fabbisogno  di questa vitamina . com’è possibile allora che non si instauri una carenza???</p>
<p>Gli alimenti in realtà non sono la sola fonte possibile di vitamina  D. contrariamente a tutte le altre vitamine, l’organismo è in grado di produrre questa sostanza chimica. Il processo si verifica a livello cutaneo, quando i raggi ultravioletti del sole, o se necessario, delle lampade al quarzo reagiscono con il sebo secreto dalle ghiandole sebacee.</p>
<p>Nel grasso si trova un precursore della vitamina D che viene trasformato nella forma matura per effetto dell’irraggiamento solare. Le vitamine così prodotte vengono in seguito riassorbite dalla pelle e veicolate all’interno dei tessuti e degli organi.</p>
<p>Questa produzione cutanea non deve essere considerata una fonte accessoria di vitamina D perché, in condizioni fisiologiche normali, soddisfa completamente il fabbisogno dell’organismo.</p>
<p>L’organismo quindi potrebbe fare a meno di un apporto alimentare di vitamina D e produrne in quantità sufficienti a soddisfare il suo fabbisogno se si verificassero le condizioni necessarie. Il fatto è che spesso oggigiorno questi presupposti non si verificano.</p>
<p>Le due condizioni principali da soddisfare sono l’esposizione al sole e la presenza di sebo. Se al giorno d’oggi la prima condizione è spesso sufficiente, non si può dire lo stesso della per la seconda poiché la propensione a lavarsi regolarmente con il sapone elimina il sebo dalla pelle . in sua assenza, la produzione di vitamina D no può verificarsi anche se ci si espone al sole per lunghi periodi. in questo caso, la carenza dovrà essere compensata con l’apporto alimentare.</p>
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