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Dieta per Gestanti


Stando agli ultimi studi nel corso della gravidanza il fabbisogno calorico supplementare della donna è di circa 200 Kcal al giorno, da sommarsi, quindi, all’ordinaria assunzione calorica. Ma ovviamente dipende dal peso della donna al momento del concepimento.
Scrivere sul nostro blog di dieta per gestanti non ha la presunzione di esaurire u argomento così complesso semplicemente con un post. Cercheremo quindi semplicemente di tracciare se non le linee guida almeno dei punti di riflessione che invitino a considerare quale ruolo fondamentale ricopra l’alimentazione durante il periodo di gravidanza.
Per fortuna negli ultimi decenni la scienza ha spazzato via molti miti, come quello che considerava il feto una creatura che assorbe dalla madre sostanze nutritive in grandi quantità, rendendo necessario alimentarsi per due.
Innanzitutto bisogna sottolineare che la dieta per gestanti varierà da caso a caso a seconda dello stato di salute e del peso corporeo.
La dieta, intesa come regime alimentare, deve essere in grado di riequilibrare i livelli nutritivi dell’organismo della gestante.
Ad una gestante in equilibrio di peso è consigliabile  un incremento calorico di circa 150-200 calorie al giorno.
Per una gestante sottopeso l’incremento calorico dev’essere dell’ordine delle  350-400 calorie al giorno.
Per una gestante sovrappeso l’incremento calorico dev’essere di circa 100-150 calorie al giorno.
Alimentazione in gravidanza
Seguire una dieta equilibrata consente sia alla madre che al feto di assimilare energia e nutrienti per mantenersi e crescere in buona salute.  Va sottolineato che nel corso della gravidanza cresce il fabbisogno proteico (+ 15%), oltre al fabbisogno di alcune vitamine come acido folico (+100%) e vitamina D (+300%) e di calcio e fosforo nel campo dei minerali (+50%).
Cresce anche il fabbisogno di ferro, sia perché richiesto dal feto, sia per l’incremento della quantità di sangue da parte della madre.Ci sono tutta una serie di alimenti sconsigliati nella dieta per le gestanti come ad esempio:
carni e pesci crudi o cotti non a sufficienza, oltre agli insaccati (rischio toxoplasmosi);
crostacei, molluschi, frutti di mare, specie se crudi (rischio di allergie alimentari e malattie infettive)
pesci di grossa taglia, come il pesce spada, o il tonno (perché c’è il rischio che contengano mercurio)
dolcificanti chimici e dietetici;
fritture ed alimenti tostati o grigliati;
bevande nervine, come ad esempio caffè, o le bevande a base di cola, alcolici.

 

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