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Negli ultimi decenni, i grassi si sono guadagnati una cattiva reputazione. Anche se questa opinione negativa per alcuni di essi è certamente meritata, quelli di origine animale o ancora dei grassi trans, resta il fatto che esistono grassi di ottima qualità, che svolgono un ruolo essenziale per il buon funzionamento dell’organismo.”il nutrizionista” eloggia i preziosi acidi grassi omega-3.

In altre parole, non bisogna concentrarsi solo sulla quantità dei grassi presenti nell’alimentazione, ma anche della qualità.

Si tratta di un concetto importante, perché nonostante i grassi occupino uno spazio importante nell’alimentazione occidentale, la carenza nutrizionale più evidente nei nostri Paesi è paradossalmente quello che riguarda gli acidi grassi essenziali, quelli omega-3.

Gli acidi grassi essenziali

Gli acidi grassi polinsaturi (omega-3 e omega-6) sono chiamati essenziali perché il corpo umano non è in grado di fabbricarli autonomamente e devono quindi essere forniti dall’alimentazione.

Per gli acidi grassi omega-6 questa esigenza non costituisce un problema, perché sono presenti in grandi quantità nei principali alimenti della nostra dieta (carne, uova, verdura e diversi oli vegetali) e permettono di fornire quantità sufficienti di acido linoleico (LA), il lipide più abbondante di questa categoria.

Al contrario, un apporto adeguato di omega-3 sembra essere molto più difficile da ottenere nelle società attuali: mentre il rapporto tra acidi grassi omega-6 e omega-3 fornite dall’alimentazione dei primi esseri umani era pressoché equivalente, vale a dire circa 1 a 1, attualmente arrivato a 20 a 1.

Questo squilibrio a favore degli omega-6 può avere ripercussioni negative sullo sviluppo di molte malattie croniche, come quelle cardiovascolari ed il cancro,, perché gli omega-6 vengono utilizzati dall’organismo  per fabbricare le molecole che contribuiscono alle infiammazioni, mentre al contrario gli omega-3 sono essenziali per la fabbricazione delle molecole antinfiammatorie.

Aumentare l’apporto di omega-3 e ridurre quello di omega-6 potrebbe quindi diminuire significativamente il rischio di sviluppare tutte le malattie infiammatorie, quelle cardiovascolari e i tumori.

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