Prevenzione: frutti di bosco, “il nutrizionista” e il mirtillo
Posted on 2010 under frutti di bosco, Prevenzione | 3 commenti6 giu
Parente prossimo del mirtillo nero europeo (Vaccinium myrtillus), il mirtillo gigante americano (Vaccinium angustifolium) è una specie originaria della zona nord- orientale dell’America e, per questo, è entrata nell’alimentazione occidentale solo dopo la scoperta del Nuovo Mondo da parte degli europei.
L’uso del mirtillo a fini alimentari risale evidentemente a tempi molto più antichi, gli indiani d’America avevano un vero e proprio culto per questo frutto, poiché lo credevano inviato dagli dei per salvare le loro famiglie dalle carestie.
Gli europei giunti in America hanno incluso velocemente il mirtillo come parte dell’alimentazione e, mimando i costumi dei nativi che lo cucinavano in tutti i modi possibili, hanno cominciato a utilizzarlo in portate molto varie, tra cui zuppe, sughi e, ovviamente dolci.
Gli indiani d’America non lo utilizzavano solo a fini alimentari, ma anche per le sue proprietà medicinali. Tra le cose, producevano un infuso a partire dalle radici della pianta, che utilizzavano come rilassante durante la gravidanza, oltre a un infuso a base di foglie per tonificare il corpo e ridurre le coliche nei neonati.
Gli ojibwa e gli algonchini credevano alle proprietà rilassanti del mirtillo, poiché ne utilizzavano i fiori per lenire la pazzia!
Anche nell’antichità , il mirtillo guariva molte malattie, come la diarrea, la dissenteria e lo scorbuto. Da tempo si pensa che questo frutto abbia la capacità di curare i disturbi circolatori, oltre ad alcune patologie dell’occhio, come la retinopatia diabetica, il glaucoma e la cataratta; ancor oggi, le sue proprietà vengono sfruttate in alcuni medicinali.
Questo uso è particolarmente interessante se si pensa che la retinopatia diabetica viene causata dall’angiogenesi (formazione) incontrollata dei vasi della retina, analogamente a quanto accade durante la crescita di un tumore.
I dati scientifici più recenti suggeriscono che una classe di molecole particolarmente abbondanti nei mirtilli, le antocianidrine, potrebbero essere responsabili degli effetti antiangiogenetici di questi frutti e, per questo, contribuire a ridurre la crescita dei tumori.

by Gregg Craigue, on settembre 30 2010 @ 23:27
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