Nutrizionista


È difficile calcolare il numero dei vegetariani, ma basta calcolare l’incremento e il successo dei ristoranti vegetariani, dei negozi dietetici e dei menù vegetariani adottati in alcune mense per valutare la diffusione del vegetarismo.

Alcuni vegetariani fanno errori, sperimentano pratiche rischiose per mancanza di una corretta informazione.

L’intesa con l’ambiente medico e paramedico, poco informato sui diversi aspetti del vegetarismo (di cui spesso considera solo i lati negativi) è pessimo.

Le scuole vegetariane

Volendo proporre una classificazione esaustiva e dettagliata avremmo rischiato di dimenticare o di fraintendere troppe forme di vegetarismo. Il nostro scopo è unicamente quello di fornire alcuni punti di riferimento utili al lettore.

Accanto ad alcune grandi “scuole”, la cui influenza sulla pratica del vegetarismo è indubbia (l’armonismo di R.e J. Dextreit, il vegetarianismo di H.Ch.Geffroy, fondatore de “La Vie Claire”, la macrobiotica, l’igienismo di Shelton), esiste una grande quantità di movimenti, meno noti e meno diffusi, che raccomandano ai loro seguaci un’alimentazione senza carne.

Si tratta si sette religiose, di movimenti filosofici, di movimenti pacifisti come l?organizzazione vegetariana esperantista e pacifista e infine, di movimenti per la protezione degli animali come la Lega contro la vivisezione etc..  

Più spesso il vegetarismo è associato a terapie naturali come quelle prescritte dall’igienismo o dalla medicina naturale.

L’armonismo (vivre en harmonie)

L’associazione o “centro di fraternità” Vivre en harmonie si propone, secondo i suoi fondatori Raymond e Jaammette Dextreit, “di favorire il completo sviluppo dell’essere umano mediante la pratica e l’irradiamento dei principi armonistici basati sul rispetto della vita: ciò implica un radicale cambiamento delle condizioni di vita e specialmente l’astinenza dall’alcool, dal tabacco, dai tossici nervini e dalle carni”.

Le tipiche terapie naturali (semicupi, uso di argilla) sono abbinate a cure vegetali (con le “quattro meraviglie”: limone, carote, aglio, timo) e una alimentazione vegetariana varia e ricca di verdure crude.

R.e J. Dexetreit, tra l’altro, sono autori di un libro di ricette vegetariane, la table e la sautè, che considerano vivamente ai vegetariani che desiderano variare piacevolmente la loro alimentazione.

Le proposte di Rika Zaral si ispirano ampiamente a questa corrente.

La Via Claire

H.Ch. Ceffroy, fondatore de La Vie Claire, condanna tutti gli alimenti di origine animale, come pure i legumi e tutti i prodotti alimentari raffinati. Inoltre è assolutamente contrario all’alcool, al tabacco e agli eccitanti.

Tali cibi e sostanze sono veleni che intossicano l’organismo.

I cibi condannati devono essere sostituiti da un alimento di base, il grano intero e le sue forme ( pappe, pane, minestre, scaloppine di grano), da frutta e verdura e da integratori venduti presso i negozi “La Vie Claire”.

Il digiuno e le cure di frutta sono utili per disintossicare l’organismo.

La macrobiotica

La macrobiotica, dieta, ma anche filosofia e medicina naturale, è stata importata dall’Estremo Oriente da Michio Kushi.

Essa è fondata sull’equilibrio tra le forze yin e yang  nell’essere umano, a tutti i livelli.

Per garantire all’individuo  una buona salute fisica, morale e spirituale, anche la dieta dovrà basarsi su questo principio.

Sebbene non sia necessariamente escluso dall’alimentazione macrobiotica, il consumo della carne, come pure tutti i prodotti e sottoprodotti di origine animale, favorisce gli squilibri dietetici.

È meglio quindi ridurlo al minimo.

In teoria, la macrobiotica dovrebbe adattarsi facilmente alle esigenze individuali; in realtà, le molte restrizioni che la caratterizzano rendono questa dieta piuttosto rigida (poca frutta e poca verdura cruda, pochi latticini).

Ohsawa aveva stabilito 10 tipi di dieta macrobiotica: dalla meno rigorosa, che corrispondeva ad un’alimentazione normale, alla più rigida, quasi esclusivamente a base di cereali.

Attualmente i regimi più rigorosi vengono adottati raramente, durante periodi che durano da sette a dieci giorni, “per purificarsi”.

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