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Analizzando la  composizione di due alghe ( Laminaria digitata e Fucus vesiculosus) è molto simile, anche se il contenuto di vitamina C è molto più elevato nella quercia marina, Fucus vesiculosus.

Sono costituite per il 57% di glucidi, il 4% di lipidi e il 9% di proteine.

Tra gli aminoacidi contenuti nelle  proteine di queste due alghe si trovano tutti quelli essenziali, caratteristica che rende queste alghe eccellenti complementi proteici.

Vitamine

Nelle alghe si trovano le principali vitamine necessarie all’uomo: le vitamine A, B1, B2, B6, B12, C, D3, E e la niacina. Le sole sostanze chimiche mancanti sono la vitamina F ed alcune del gruppo B. Questa varietà è straordinaria, ma ciò che stupisce maggiormente è la quantità dei sali minerali presente.

Sali minerali e oligoelementi

Il 20% del peso delle alghe essiccate è costituito da sali minerali. Questa percentuale è sicuramente eccezionale.

In 100 g di alghe sono presenti in ordine decrescente di quantità gli elementi indicati di seguito:

Potassio 7.500 mg Sodio 5.000 mg
Calcio 4.000 mg Cloro 2.500 mg
Magnesio 2.500 mg Zolfo 1.000 mg
Fosforo 1.000 mg Iodio 700 mg
Ferro 600 mg Rame 50 mg

      

Gli oligoelementi, una trentina, sono (elencati in ordine alfabetico):alluminio, antimonio, argento, arsenico, bario, berillio, bismuto, boro, bromo, cadmio, cerio, cobalto, cromo, fluoro, gallio, germanio, litio, molibdeno, nichel, oro, piombo, rubidio, selenio, silicio, stagno, stronzio, tallio, titanio, vanadio e zinco.

Una tale ricchezza di minerali è estremamente rara e rende le alghe un eccezionale prodotto rimineralizzante.

Essendo consapevoli del ruolo fondamentale degli oligoelementi nel funzionamento degli enzimi, e quindi nelle funzioni organiche, è possibile immaginare in che misura un organismo ammalato o debilitato sarà aiutato e sostenuto dall’apporto di tutti questi elementi.

Le funzioni rallentate vengono riattivate, il metabolismo stimolato e tutto l’organismo rivitalizzato.

Tra i diversi sali minerali che si trovano nelle alghe, uno occupa un posto a parte: lo iodio. Rappresenta infatti un elemento essenziale per il funzionamento della tiroide e per lo sviluppo fisico e intellettuale dell’uomo.

La fonti di iodio sono rare; molte terre coltivabili sono carenti di questo minerale, in particolare alcune zone montuose.

La carenza di iodio si manifesta con segni inconfondibili: il gozzo ed il cretinismo. Per prevenirli in svariati Paesi si è deciso di aggiungere iodio al sale da cucina (sale iodato). Le uniche fonti sicure e abbondati di questo minerale sono i prodotti marini: pesce, sale marino e soprattutto alcune alghe come la laminaria e la quercia marina.

La tiroide controlla la velocità con cui avvengono li scambi metabolici. In caso di carenza, il metabolismo basale, può diminuire notevolmente. Ne deriva un calo della produzione di energia che si manifesta con spossatezza, mancanza di forza e tono che può arrivare fino alla letargia, un rallentamento del polso, ipotensione e aumento del peso corporeo.

Il fabbisogno di iodio è più elevato durante la crescita, la gravidanza e l’allattamento, ma anche durante la menopausa quando il gozzo tende a svilupparsi con facilità.

Se una carenza di iodio è dannosa per la salute, lo è anche un eccesso, che si manifesta con ipertiroidismo e un’accelerazione generalizzata del metabolismo: battito cardiaco più veloce, aumento della pressione, metabolismo accelerato e aumento del fabbisogno di nutrienti. Nervosismo e iperattività sono altri due disturbi caratteristici.

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